Nasco in un paesino del basso veronese, Castagnaro,
il 20/09/1969.
La mia infanzia è stata bellissima e immersa nella vita di
campagna, una vita molto dura ma altrettanto emozionante, i trattori,
le mietitrebbie, per me erano tutte macchine che, vederle all’opera,
mi davano un’emozione fortissima.
Mio padre, grande lavoratore, mia ha trasmesso il concetto della
forza e della potenza come valori fondamentali della vita, la forza
di una pianta, di un toro, di un trattore, dei muscoli di un uomo
che si gonfiano, la potenza dello sparo di un fucile, di un cannone,
ero ammirato quando con perfetta mimica lui mi spiegava questi
concetti.
Mia madre, oltre che aiutare mio padre in campagna, doveva pensare
alla casa, come nelle società matriarcali di una volta .
La mia vita lavorativa è stata densa di cambiamenti, dal
lavoro dei campi degli inizi, a quello di operaio tessile, fino
all'educatore in una cooperativa sociale. La formazione un continuo
divenire, un'avventura senza fine, grazie soprattutto alle persone
che ho incontrato.
Fedele compagna di questo mio cammino la musica, le prime sigle
dei cartoni animati, lontano ricordo della mia infanzia e,
crescendo, la musica “afro”, la New Age, il funky, la
samba, la salsa, la rumba, la cumbia, le musiche orientali, un mix
che rimandava anche nella moda alla cultura hippyes
Gli anni 90 sono stati quelli della scoperta del rock anni 60, Jimi
Hendrix, Janis Joplin, Jefferson Airplane, e, come da regola, ho
acquistato la mia prima chitarra. Molto devo a Francesco F. e al
mio insegnate di chitarra Francesco B. che come “genitori” mi
hanno guidato alla scoperta di nuove sonorità e ritmi. Ho
continuato per anni a suonare dentro le mura di casa mia, la timidezza
è sempre stata per me un ostacolo troppo alto
da superare.
Nel 2006 permutai la mia Gibson con una chitarra acustica Yamaha
e un amplificatore, così nacquero le mie prime canzoni, canzoni
che sono storie di azioni, di gente che ho conosciuto, di tutto
quello che colpisce il mio cuore. Mi appassionai molto al folk-country
americano (Bob Dylan, Joni Mitchell, Johnny Cash) e al rock inglese
anni ’70, gli WHO in particolare. Con la musica italiana anche
quella d'autore non ho mai avuto feeling.
Oggi ho deciso di mettermi in gioco, ora o mai più mi sono
detto. Negli studi della Dc Records Italy e con il prezioso aiuto
di validi collaboratori ha preso vita questo progetto, un maxisingolo
di tre brani.
“Mani, perchè senza accorgercene la nostra vita passa
attraverso loro, tutto quello che tocchiamo, sentiamo, percepiamo
con le mani si imprime nella memoria e diventa storia.
“La mia generazione”, titolo di un famosissimo pezzo
degli WHO, racconto del paese in cui sono cresciuto, fatto di personaggi
straordinari, un piccolo e ridottissimo spaccato di quello che per
me è stata la mia generazione. A Silvia, colei che mi ha
aperto le porte dell' adolescenza, e mi ha fatto sentire la presenza
di un sentimento nuovo, diverso.
"Dedico questo lavoro alla mia famiglia, a mia
moglie Mariella, a mio fratello Leonardo, all'Associazione Comunità
Papa Giovanni XXIII per avermi aiutato in momenti difficili e a
tutti gli amici e conoscenti che ho incontrato in questi miei primi
quarant'anni.
Ringrazio di cuore tutto lo staff
della DC Records Italy perchè con loro ho passato momenti
in bella compagnia dell'unica vera arte: la musica".
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