L'aggiornamento
del più noto dei software per masterizzazione.
T Racks 24
IK Multimedia Production

Quando siamo alle prese con le nostre personali produzioni ci
troviamo nellaffannosa ricerca di un buon risultato sonoro,
ottenibile con quello che possediamo al momento.
Il sistema più utilizzato dai "non professionisti"
è quello empirico, cioè landare a tentativi,
nel tentativo appunto, di riuscire a percepire ad orecchio
quello che sembra essere il suono più bello. Questo accade
sia in fase di registrazione che in fase di missaggio, escludendo
la fase di masterizzazione che richiede lutilizzo di una
buona dose di compressori ed equalizzatori valvolari che in genere
si trovano soltanto in un attrezzatissimo studio di registrazione
con espertissimo fonico annesso. Questo processo di equalizzatori
e di compressori serve soprattutto a ridare dinamica e brillantezza
agli strumenti che nella fase di campionamento perdono alcune
armoniche che la valvola, si fa per dire, ricrea. Una soluzione
software al problema arriva dalla IK Multimedia Production (società
nostrana) che presenta T-rack24 (aggiornamento dalla versione
T-Racks) una sorta di plug-in, anche se in realtà non lo
è, da utilizzare dopo il missaggio e che contiene un equalizzatore
stereo a 6 bande, un compressore stereo ed un limiter stereo multibanda,
tutti e tre con simulazione valvolare. I moduli effetti quindi
emulano il suono valvolare classico grazie agli algoritmi studiati
sugli schemi dei circuiti analogoci reali. Sono stati quindi studiati
i vecchi circuiti analogici e ricreati su modelli matematici per
essere convertiti in algoritmi da un circuito DSP. Tutto questo
eliminando tutti quei problemi di rumore derivanti dalle apparecchiature
analogiche. Il file audio deve essere un Wav per PC e formato
AIFF per Mac per poter essere processato nelle die diverse configurazioni
del T-racks sia a 16 che a 24Bit:
1 Audio In - Equalizzatore - Compressore - Limiter - Audio
Out
2 Audio In - Compressore - Equalizzatore - Limiter - Audio
Out
La configurazione minima richiesta per utilizzare T-racks24 è
un Macintosh PPC 603e a 180Mhz o PPC 604e a 120Mhz con system
7.5 o superiore, 32 Mb di ram, anche se si consiglia lutilizzo
di processore G3 a 233Mhz o superiore, inoltre è richiesta
una scheda audio I/O digitale per un risultato professionale.
Per la piattaforma Wintel è richiesto invece un Pentium
Intel 200Mhz o MMX con WIndows 95-98-NT-NT4.0-NT5.0 con 32Mb di
ram ed una scheda audio professionale. Si consiglia comunque un
Pentium II 266 Mhz con WIndows 95-98-NT4.0-NT5.0 con 64 Mb di
ram nonché scheda audio professionale con I/O digitali.
Per la configurazione video si ottiene un buon risultato con una
risoluzione di 800x600 a 16bit su entrambe le piattaforme.
Come per molti software nella confezione è inclusa una
chiave hardware da applicare sulla porta parallela o su quella
USB sia per Mac sia per PC, per gli utenti di T-Racks 1.1 e disponibile
laggiornamento direttamente dal sito.
Prova su strada
Allinterno del cd di T-racks troviamo oltre al programma
di installazione dellapplicazione vera e propria anche un
eccellente manuale multilingua (anche in italiano) un tutorial
in formato quick time (presente anchesso nella confezione)
ed un presenting T-racks fatto in Macromedia director che ci illustra
la potenza di T-racks oltre ai test di confronto con altri plug
in offerti per TDM Protools e Direct X per PC. Una volta installato
il programma linterfaccia utente risulta intuitiva e discostante
dalle normali interfaccie a tendina proposte dalla maggior parte
dei programmi di audio editing; infatti T-racks si mostra come
un rack vero e proprio con pulsanti e manopole che lo rendono
intuitivo nonchè di facile apprendimento.
Una volta creato il file formato Aiff o Wav premiamo sul disegno
del "Jack in" che simboleggia lopen file e selezioniamo
il file da "masterizzare". Nel menù di apertura
possiamo ascoltare il file prima di aprirlo ed applicare un file
di preview creato in T-racks per ascoltare il risultato prima
di aprire il programma, molto utile se si vuole utilizzare lo
stesso preset di masterizzazione su tutti i brani di un cd o su
file acquisiti da dischi in vinile che si vuole equalizzare.
Attenzione però ai diversi volumi di ascolto dei diversi
brani, questo per evitare un cd con livelli di volume diversi
tra di loro.
Il rack (vedi foto) viene diviso in sei parti, tre delle quali
non fanno parte dei rack di compressione, limiter, ed equalizzazione.
Nella parte bassa troviamo la transport bar dalla quale, premendo
play, possiamo ascoltare il brano, inserire dei mark per creare
dei lock point, creare un fade in o un fade out del brano e processare
(salvare) il nostro risultato. E presente inoltre un menù
a tendina dal quale si può scegliere il file da processare,
o il pulsante di Loop per ascoltare allinfinito. Sempre
in basso a sinistra compare un altro menù per la configurazione
delle preferenze quali laudio buffer size, lindicatore
di affaticamento della CPU, la possibilité di cambiare
il colore del metallo del rack, adesso con più skin nella
versione 24, lindicatore del livello di uscita audio con
segnalazione del picco etc.
Una volta inserita la funzione di loop, occupata una comoda poltrona
e preparata unottima bevanda rilassante siamo pronti per
utilizzare il nostro T-racks in tutta tranquillità.
Attiviamo la prima sezione di Equalizzazione per correggere in
maniera più accurata le frequenze della traccia. Lequalizzatore
del T-racks consiste di sei bande di equalizzazione parametrico.
Da sinistra a destra troviamo
1 filtro passa alto da 15Hz a 5kHz
2 filtro tipo shelving da 30 Hz a 200Hz
3 filtro Medio bassi da 33Hz a 5.5kHz con parametro Lo e HiQ
4 filtro Medio alti da 200Hz a 18kHz con parametro Lo e HiQ
5 filtro tipo shelving da 750 Hz a 8kHz
6 filtro passa basso da 200Hz a 20kHz
in alto troviamo le manopole per il controllo delle frequenze,
mentre sotto vediamo i controlli di Gain.
Quando utilizzamo le manopole relative alle frequenze possiamo
vederne il lavoro nelloscilloscopio alla nostra destra in
alto. Quando ci accorgiamo di aver commesso degli errori possiamo
utilizzare il comando Undo oppure il pulsante di reset che si
trova in ogni sezione del rack.
Una volta equalizzato a nostro piacimento tutto il brano possiamo
passare alla fase di compressione. La compressione si occuperà
di creare un suono più grosso e presente dandoci
la sensazione di una sonorità più acustica. Questo
stadio del rack quindi è quello che rende il suono più
caldo e vero. Quando utilizziamo questo compressore
occhio al livello di uscita altrimenti genereremo della distorsione
nel segnale. Possiamo sempre controllare il nostro livello di
compressione espresso in dB dal VU presente nel rack. Inoltre
è possibile enfatizzare leffetto stereo del brano
utilizzando le manopole Stereo Enanc. e Attack e Realese Time.
Dopo aver dato pompa al nostro pezzo possiamo applicare un limiter
multibanda al tutto per evitare che si verifichino picchi inaspettati.
Il VU mostra, sempre in dB, gli effetti applicati da questo stadio
del rack. La manopola release controlla la velocità di
limitazione nella fase di ricostruzione. Dopo di questo il segnale
deve tornare al suo normale gain dopo il verificarsi del picco.
La sezione dedicata alloutput va sempre tenuta docchio
perchè ci permette un controllo generale sul risultato
finale, infatti dei led ci indicano i momenti di picco ed il livello
di saturazione della valvola, oltre ad offirci la possibilità
di utilizzo di patch già pronte per la configurazione di
tutto il rack, o salvare la nostra creata per loccorrenza.
Siamo giunti così al momento della masterizzazione, dovremo
quindi registrare sul nostro hard disk il risultato di tanta grazia
e preparare un nuovo cd da bruciare. Se attiviamo la funzione
di real time durante la registrazione possiamo ascoltare il tutto.
Considerazioni finali
T-racks24 rappresenta una ottima soluzione per il piccolo ed
il grande studio di registrazione che vuole spendere poco ed avere
una sezione di masterizzazione finale ad alti livelli. Il confronto
con i plug in di Direct X sembra dare vincente T-racks24 che comunque
si posiziona sullo stesso piano di quelli disponibili invece per
TDM Protools e che richiedono uno sforzo economico superiore.
Ottima la compatibilità con i sistemi operativi, anche
una prova su Powerbook ne ha dimostrato la potenza. Non molto
flessibile invece sotto il profilo della compatibilità
con i diversi formati audio, sarebbe bello poterlo utilizzare
anche sui file Mp3 e Sound Designer II, nonché sulle region
di ProTools, o la possibillità di inserimento nella catena
plug-in di Cubase o altri software di sequencing. T-racks24 rimane
comunque un ottimo acquisto sia per il settore professionale sia
per quello amatoriale. Un plauso particolare alla società
modenese che ha creato questo splendido programma rimarcando il
motto Italian Do It Better. Bello.
Jurij G. Ricotti
jurij@jurij.net
Articolo scritto da Jurij Gianluca Ricotti jurij@tevac.com
Articolo pubblicato grazie alla autorizzazione ed alla collaborazione
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