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  Il montaggio sonoro in digitale a Cinecittà
               
 
SoundOnLine
  SoundOnLine viene fondata nel 1994 da tre soci con l’obbiettivo di creare una realtà di post produzione, nel cinema e televisione, che si affidasse interamente al formato digitale.
In quegli anni esistevano veramente pochissime strutture che offrissero nel cinema soluzioni di lavoro in digitale, forse uno o due montatori del suono in Italia usavano questi sistemi; quindi proporre una struttura che offrisse la soluzione digitale, dal montaggio fino al mix, era una novità totale sul mercato. La sfida viene raccolta da Lilio Rosato, Andrea Lancia e Michael Billingsley, fra i maggiori esponenti nel settore del montaggio sonoro cinematografico, e che ha inoltre partecipato alla realizzazione di pellicole quali ‘Ultimo tango a Parigi’.

Partiti con un paio di postazioni di montaggio suono e con una saletta mix sono arrivati a due società SoundOnLine e SoundOnStudios.
Presso SoundOnStudios, situata a Saxa Rubra, si occupano di mix e doppiaggio, eseguito con sistemi Pro Tools e ProControl.

L’intera struttura di SoundOnLine è invece all’interno di Cinecittà a Roma, dove da tempo già esisteva una struttura di mix. Quando fu fatta una ricerca nel settore del montaggio sonoro cercando la società che potesse avere l’offerta più interessante ed ampia, soprattutto in termini di possibilità tecniche, la scelta cadde ovviamente su SoudnOnLine.

               
  Ed infatti a SoundOnLine si occupano principalmente di montaggio sonoro nei film, ovvero tutto quello che riguarda i dialoghi, gli effetti, la sincronizzazione del doppiaggio, la realizzazione del montaggio musiche arrivando fino al restauro di colonne sonore.

Quando SoundOnLine iniziò l’avventura digitale, ricordiamo nel ’94, si affidò a sistemi digitali che poi però si rivelarono poco affidabili, sotto diversi punti di vista, tra cui la mancanza di uno sviluppo che potesse stare al passo coi tempi.

A seguito di varie valutazioni, cercando un sistema affidabile e con certe caratteristiche sia software che hardware SounOnLine si orientò sul sistema Pro Tools, e oggi la struttura vanta 5 workstation Pro Tools, tra cui i nuovi sistemi Pro Tools HD.

Lilio Rosato spiega come vengono utilizzati, ‘Tutti i sistemi Pro Tools in studio sono collegati ad un server centrale, si lavora contemporaneamente sulle varie workstation e i dati vengono trasferiti tranquillamente in rete. Questo metodo è comodo e veloce, lo abbiamo testato anche con i nuovi sistemi HD, al quale penso passeremo in tutte le sale’.

Ogni sala è inoltre predisposta per il surround con sistemi Dynaudio TC eletronics ‘Usiamo molto il sistema surround dell’HD in particolare per il montaggio delle musiche e per il montaggio degli effetti speciali sonori perché si riescono a fare dei lavori con il surround che fino a qualche tempo fa si facevano solo con mixer digitali molto grandi.’ Lilio Rosato continua a raccontare ‘ Premesso che Pro Tools è ormai diventato uno standard per i montatori del suono, non si può ancora dire lo stesso per la categoria dei rumoristi, ci è però capitato una volta di lavorare a stretto contatto con un rumorista, il quale visto come funzionava Pro Tools ha voluto lui stesso passare a questo metodo di lavoro!’

               
 


Mi può raccontare qualcosa in particolare su come si lavora in surround?
‘Parlando di cinema io penso che il miglior risultato, per rendere il più reale possibile l’immagine sonora, sia dato da suoni mono che permettono una grande possibilità di spazializzazione. Mi spiego, i suoni si possono far sentire non solo sulla parte frontale, sulle casse LCR ma anche sul surround destra e sinistra, e attualmente con il Dolby EX abbiamo anche un surround mono posteriore, per cui abbiamo una situazione praticamente ribaltata uguale a quella davanti, abbiamo un LCR frontale e anche un LCR posteriore, i suoni si possono quindi far ruotare,o addirittura localizzare,facendoli passare nei vari punti della sala che ci interessano. Un classico esempio pratico è il passaggio di una macchina che nell’immagine proviene dalle spalle dello spettatore; mentre in passato questo tipo di effetto veniva fatto con dei suoni già stereo che dal retro passavano in avanti, con il surround che si fa ora ci si può permettere di avere un suono mono che grazie all’automazione di Pro Tools gira per tutta la sala, facendo il tragitto che più si preferisce allo spettatore giunge infine un suono con maggiore figura e direzionalità’.

 
 


‘Ovviamente in sala di montaggio è diverso il rapporto tra quello che io vedo e quello che si sente, mentre in una sala di mix, dove verrà fatto il mix finale il rapporto dello schermo è almeno nove metri per cinque con un impatto sonoro molto diverso, c’è quindi un lavoro piuttosto lungo dopo la fase di montaggio. Ultimamente però sto usando molto i plug-in,’ conclude Lilio Rosato ‘I plug-in aiutano a risparmiare tempo anche rendendo più chiara e quasi finale la presentazione del lavoro al regista. Io posso già ricreare degli effetti che si avvicinano molto a quello che poi sarà il mix, la differenza starà negli ovvi aggiustamenti dovuti alla dimensione della sala.’


Articolo pubblicato grazie alla collaborazione di:digidesign.com