Musica e Mac sono da sempre un binomio comune ai musicisti, da
quelli più legati al mondo elettronico (tastieristi e fonici)
prima, a quelli più elettrici e meccanici (batteristi,
chitarristi) poi, e ultimamente nel campo dei DJ.
I professionisti quindi si affidano alla piattaforma della mela
iridata per comporre ed editare le proprie produzioni audio. Le
ragioni principali di tale scelta sono da imputare soprattutto
alla facilità (user friendly) del sistema operativo, ed
alla qualità dellhardware che hanno consentito, negli
anni, una interazione ottimale a dispetto di quelle proposte nel
mondo PC; anche se Apple si rende latitante in questo settore.
Abbiamo visto, nelle scorse puntate, come trasformare liMac
ed il PowerBook in uno studio di registrazione audio; questa volta
affronteremo il discorso del MIDI e di come configurare il nostro
sistema affinché sia facile creare musica con li strumenti
MIDI reali e virtuali.
Generalmente per comporre musica si utilizza uno singolo strumento
, anche se viene più comodo e completo utilizzare un sequencer
per scrivere le diverse parti che compongono tutto un brano musicale.
Molte tastiere musicali in commercio hanno un sequencer integrato,
anche se poco pratici, con una pessima visualizzazione ed editing
delle tracce MIDI del sequencer interno.
Per questo torna utile avere a disposizione un Mac, per pilotare,
visualizzare, editare le tracce MIDI suonate dalla tastiera. Ma
chi possiede già un Mac non ha bisogno di una tastiera
per avere a disposizione suoni, infatti può utilizzare
quelli messi a disposizione dal QuickTime Musical Instruments.
Con i suoni contenuti nel QuickTime possiamo registrare 16 tracce
MIDI in tutta tranquillità.
Per i profani e per coloro che non hanno letto le precedenti puntate
ricordiamo ancora la differenza tra suoni MIDI e suoni Audio prima
di proseguire nella configurazione del nostro studio virtuale.
Il Mac non è equipaggiato di serie con delle porte MIDI
(come invece lo fu lutilizzatissimo Atari ST), per cui saremo
costretti ad acquistare una interfaccia MIDI per utilizzare strumenti
MIDI esterni come tastiere o expander. Sui Mac con porta seriale
dovremo cercare delle interfacce MIDI seriali sul mercato dellusato,
mentre per i recenti G3 BW e G4, nonché PowerBook e iBook,
dovremo fare uso di interfacce MIDI USB. In assenza dellinterfaccia
MIDI non è possibile collegare tastiere al Mac.
Visto che la gestione del MIDI non richiede grosse risorse al
processore, possiamo utilizzare anche vecchi Mac per fare brani
MIDI. Se nello sgabuzzino abbiamo un Macintosh LC o Classic II
Color rispolveriamolo e cerchiamo un vecchio software di sequencer
da installare. Le interfaccie MIDI più utilizzate sono
Steinberg USB2MIDI, Midiman 2X2, o Roland UM1.
Differenza tra MIDI e Audio.
Non confondiamo i messaggi MIDI con i segnali Audio, cioè
i suoni prodotti dallo strumento. Nei cavi MIDI NON
passano segnali audio ma solo informazioni, comandi, che, correttamente
interpretate, permettono allo strumento che li riceve di eseguire
una serie di operazioni come ad esempio produrre un suono. Un
messaggio MIDI tipico può essere lequivalente di
suonami il do della terza ottava della tastiera, con
una forza del 70%. I messaggi MIDI si possono quindi identificare
con degli ordini che permettono operazioni di varia
natura sugli strumenti collegati. Oltre a questi messaggi visti
fino ad ora ci sono poi alcuni più particolari che permettono
di sincronizzare degli apparati collegati, ad esempio di far partire
contemporaneamente due registratori digitali o due Drum Machine,
o sincronizzare il nostro sequencer software con macchine esterne
quali ADAT, Expander o registratori analogici.
Per interfacciare il Mac con uno strumento MIDI dobbiamo, come
accennato, procurarci linterfaccia MIDI USB e poi installare
lormai obsoleto OMS (Opcode Music System che consente a
tutti i Mac di pilotare le interfacce MIDI). Almeno fin quando
non sarà possibile avere applicazioni audio sotto MacOSX.
In questo futuro caso, lOMS sarà integrato direttamente
nel Sistema Operativo.
LOMS fu sviluppato dalla Opcode (poi venduta alla Gibson
ed in seguito chiusa) ed allo stato attuale è utilizzato
per implementare il protocollo MIDI con il MacOS; il suo limite
è di soli 16 canali MIDI per ogni uscita seriale, a patto
di utilizzare una interfaccia MIDI seriale. Attualmente il programmatore
dellOMS è stato assunto in Apple per integrare il
MIDI con il nuovo MacOS X. Esistono interfacce MIDI con più
ingressi MIDI, come ad esempio la MIDI TimePiece della
Mark Of The Unicorn (www.motu.com) sia nella versione per porta
seriale sia nella versione USB (AV e Digital). Con questa scheda
è possibile collegare fino a 16 strumenti MIDI con 128
voci di polifonia (suoni nello stesso momento). Le normali interfacce
MIDI invece dispongono di 1 In e 1 Out oppure 2 In e 2 Out, e
si possono acquistare per cifre molto abbordabili intorno alle
200milalire. Le più vendute sono quelle prodotte dalla
Steinberg o quelle prodotte dalla Roland, visto che la Motu produce
ormai interfacce MIDI professionali e quelle prodotte dalla Opcode
non sono più in produzione. Per tutti coloro che invece
possiedono vecchie interfacce MIDI ma hanno cambiato Mac con uno
USB, dovranno acquistare una scheda PCI con porte seriali o nel
caso dei nuovi G4 la Stealth Serial port della Griffin che si
monta al posto del Modem e fornisce un ingresso seriale tranquillamente
riconosciuto dal MacOS.
I programmi di sequencing più utilizzati come Cubase o
Logic integrano lutilizzo di OMS nellapplicazione
migliorando il colloqui tra sequencer e strumenti MIDI.
Per configurare lOMS facciamo riferimento allarticolo
iMac e Audio già apparso su MacWolrd, chi avesse perso
la puntata potrà scaricarlo dal sito www.tevac.com/plug-in.
Il protocollo MIDI è però molto vecchio, fu inventato
negli anni 80, a quellepoca 8 bit erano largamente
sufficienti per far passare diversi messaggi MIDI, così
che non si è mai pensato di modificare le interfacce MIDI
negli anni. Solo ultimamente si sta cercando di utilizzare un
diverso protocollo, o un aggiornamento dello stesso, per implementare
nuovi comandi e soluzioni. Bisognerà rendere però
le nuove interfacce compatibili con il vecchio formato, altrimenti
tutti gli strumenti MIDI progettati finora diverranno inutilizzabili.
Sono anche state pensate altre soluzioni per connettere il Mac
agli strumenti MIDI utilizzando tecnologie Mlan o FireWire per
consentire il passaggio di dati Audio e MIDI sullo stesso cavo
ma ancora non sono state sviluppate.

LO STUDIO MIDI (Minimo Indispensabile)
Per avere uno studio di registrazione MIDI essenziale avremo bisogno
di un Mac, un amplificatore per ascoltarlo nelle casse da attaccare
alluscita cuffie del Mac, un paio di casse ovviamente, una
interfaccia MIDI USB o Seriale, una tastiera MIDI. Avremo poi
bisogno di un software di sequencing per pilotare il tutto, come
Logic Audio di Emagic, (ne trovate una versione Free nel CD di
MacWorld nella versione Emagic Logic Audio Fun), Cubase di Steinberg,
(la demo sempre nel CD), Digital Performer della Motu o ProTools
Free di Digidesign scaricabile dal sito www.digidesign.com. Se
decidessimo di utilizzare i suoni residenti nella tastiera dovremo
collegare luscita audio delle stessa allamplificatore
o alle cuffie, se invece decideremo di utilizzare i suoni virtuali
del QuickTime o i suoni più professionali dei VST instruments
(vedi Plug-In audio del numero di MaWorld di Settembre 2001) colleghiamo
soltanto il Mac allamplificatore. Unico accorgimento per
i VST instruments è lobbligo di un processore potente
per elaborarli, almeno un G3. In alternativa la Roland propone
una versione virtuale del suo SoundCanvas, chiamata Virtual Sound
Canvas acquistabile presso Edirol.
LO STUDIO MIDI (Basic Professionale)
Per chi desidera avere uno studio MIDI integrato, si necessita
di un Mac ben equipaggiato, con un G3 o meglio G4, molta Ram,
almeno 256Mb e VST instruments per suonare con suoni professionali
e strumenti Vintage riproposti in versione Software, come il PRO52
(www.nativeinstruments.net), il PPG, il piano FenderRhodes, la
Yamaha DX7, lorgano B4 ed il nuovissimo Absynth della Native
Instruments. Altre soluzioni sono quelle Rewire proposte dalla
Propellerhead come Reason e UnityDS1 della Bitheadz. Negli ultimi
anni gli strumenti VST hanno sempre più preso piede nei
cuori dei musicisti. Troviamo diversi demo dei suddetti software
nel CD di MacWorld da provare subito con Cubase o Logic.
I più facoltosi possono integrare nel loro studio anche
dei Campionatori Hardware come lAKAI S6000 o lEMU
ESI2000 ricordandoci di acquistare un CD esterno per caricare
le librerie di suoni di queste macchine. In alternativa possiamo
collegarle via SCSI ed utilizzare lHD interno del Mac per
immagazzinare i suoni. In alternativa possiamo utilizzare campionatori
Software che caricano queste librerie, come ad esempio il VST
instruments Halion di steinberg che nellultima versione
importa anche librerie Gigasampler per PC, o litalianissimo
SampleTank della IK che importa il formato AKAI o lo shareware
VSamp. Possiamo anche utilizzare il campionatore di Reason via
Rewire o Unity DS1. I più temerari possono comprare un
PC (oddio! che sto dicendo su MacWorld!) per installare Gigasampler
ed utilizzarlo come un campionatore esterno via MIDI. La Nemesys
potrebbe però farne una versione Mac, mmmm...

LO STUDIO PROFESSIONALE
Per creare uno studio professionale con diverse macchine Hardware
da pilotare via MIDI dovremo acquistare uninterfaccia MIDI
professionale con più ingressi. Questa interfaccia ci consentirà
di collegare e pilotare via MIDI Drum Machine (Alesis DM5), tastiere
synth (Yamaha SY99), o expander Roland come il JV5080 che funziona
anche da campionatore, e campionatori come lEMU o lAKAI.
Avremo bisogno poi di un Mixer Audio esterno nel quale inserire
le uscite audio di queste macchine ed un registratore digitale,
sempre esterno per salvare i Master, oppure un altro Mac per registrare
le uscite master del mixer. Avremo bisogno poi di un Rack per
collocare le macchine MIDI, un Mac bello carrozzato, almeno G4,
una scheda SCSI per connettere il campionatore, un HD più
capiente per le librerie, meglio due, un finale professionale
e delle casse monitor pro. Le più utilizzate in tutti gli
studi del mondo sono le Yamaha NS10 ora fuori produzione. Ma non
mancano le alternative, avremo comunque sempre bisogno dellOMS
per pilotare il tutto. Esistono poi alcuni software per il controllo
simultaneo di tutte queste macchine come Unisyn della Motu o SoundDiver
della Emagic. Questi software sono dei veri e propri software
di editing e gestione che permettono di interagire con le macchine
collegate allinterfaccia MIDI senza smanettare con i comandi
sulle tastiere, tutto dallinterno del Mac.
Articolo scritto da Jurij Gianluca Ricotti jurij@tevac.com
Articolo pubblicato grazie alla autorizzazione ed alla collaborazione
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