Ebbene sì, cari internauti, per voi che desiderate trasformare
la vostra musica in bit da diffondere in rete è arrivato
il momento atteso da tempo: il compressore (e decompressore) MPlifier,
in grado di comprimere un file .wav da 30 mb in uno di appena
1.20 mb! Straordinario non è vero? Si, straordinario fino
a quando in modo sistematico e un po' pignolo, come d'altronde
sono i musicisti che frequentano il computer, non si decide di
verificare la fedeltà del nostro file dopo la decompressione
. Ed è proprio in quel fatidico momento che alla decompressione
del file MP3 si accompagna una lieve quanto inesorabile depressione
del creativo: il risultato è, nel caso peggiore ovvero
nel caso di maggiore compressione, drammaticamente diverso dall'originale:
quantità significative di dati risultano mancanti sia in
termini di bit che, visto che siamo musicisti e l'orecchio rimane
pur sempre il nostro organo privilegiato, di suoni. Insomma un
brutto guaio che riporta con i piedi per terra il povero musicista.
Compare in un angolo del nostro computer un piccolo Deus ex machina
(forse una visione?) che con tono severo, a commento della tragedia
in corso sussurra: "Ricordati che il file .wav rimane pur
sempre una brutta bestia, pesante, ingombrante e difficile da
"trasportare". Di esso bisogna aver cura, ringraziare
chi l'ha inventato, e non pretendere la luna". Naturalmente
tale stato emotivo ,come ho gi detto, si manifesta nel caso
di maggiore compressione del file. Vedremo pi avanti che in effetti
ridimensionando le nostre pretese sulla compressione , riusciamo
ad ottenere una fedeltà accettabile anche se non proprio
"professionale".

Per cominciare diamo un'occhiata a MPlifier il programma che comprime
il nostro file .wav trasformandolo in file compresso con estensione
.mp3, e che successivamente è in grado di decomprimerlo
nuovamente in file .wav. Esso si presenta con una grafica piuttosto
spartana, senza fronzoli; semplice ed intuitivo il funzionamento.
La versione da me testata è la 0.52, uno shareware facilmente
reperibile. La velocità di compressione e di decompressione
Ë accettabilissima tanto pi che il test è stato eseguito
su di un campione da 30 mb ed un computer che monta un vecchio
pentium 75. L'unica mancanza che ho potuto rilevare è l'assenza
di un minimo di guida on line che possa orientare il nostro internauta
nella scelta delle opzioni relative alla compressione del file.
Detto questo il programma funziona bene, non ha dato problemi
nonostante l'aspetto da versione beta! A questo programma se ne
accompagna sempre un altro dall'aspetto più friendly chiamato
WINamp(versione 1.72), che Ë in grado di leggere direttamente
il file compresso mp3. Inutile dire quanto possa risultare utile
in rete un programma del genere.

L'obiettivo della mia indagine è dunque verificare la perdita
di qualità audio in seguito alla decompressione del file
mp3. La premessa del sottoscritto è la seguente: se io
volessi spedire la mia musica, in formato .wav, invece che con
le poste italiane con internet utilizzando il compressore MPlifier,
cosa arriverebbe all'orecchio dell' amico eschimese dopo la decompressione
del file mp3? » dunque affidabile MPlifier in termini di
qualità ? A queste domande risponderemo solo dopo aver
sottoposto un file .wav ai test di compressione e successiva decompressione.
Devo dire che la scelta del file da utilizzare per il test mi
ha dato da pensare. Intanto la durata del file. Solitamente una
canzone, o "L'assaggio" di un pezzo pi impegnativo,
o una sonorizzazione ruotano in media intorno ai tre minuti.Questo
ritengo possa ritenersi il range temporale minimo che consente,
musicalmente, di capirci qualcosa (con tutto il rispetto per i
jingleisti degli spot pubblicitari, ma quella è un'arte
a parte!).

Convintomi di quanto dovesse durare il mio campione e consapevole
che la sua "pesantezza" si aggirerà intorno ai
30 mb bit pi bit meno, non mi resta altro che scegliere il tipo
di musica. La scelta avviene intuitivamente, come d'altronde spesso
accade al musicista: sarà un file "estremo".

Un po' come uno di quei mattacchioni che si gettano da 10.000
metri aprendo il paracadute a 200 metri da terra. Il nostro file
dovrà sottoporre MPlifier ad uno sforzo notevole in termini
di calcolo, e per questo esso dovrà contenere una quantità
di dati elevatissima, dovrà essere un file complesso. La
musica dovrà avere una grande densità di suoni,
le frequenze dovranno essere espresse dai 50 hz fino ai 22.050
hz (il file risulterà campionato a 44.100 stereo).Un file
del genere, a seguito della decompressione, non mentirà
nemmeno all'orecchio meno sensibile. Per il test ho dunque scelto
tre minuti intermedi di un mio lavoro (Dropping bells) nato come
sonorizzazione di una mostra di scultura contemporanea. Il segmento
in questione possiede tutte le caratteristiche che fanno al nostro
caso.
Il campione scelto dura esattamente 3 minuti e 4 secondi; è
un file .wav campionato a 44.100 hz, di 31.041 byte( 30.3 mb).
La prima operazione che decido di compiere è la compressione
del file ovvero,utilizzando il programma MPlifier, converto il
file .wav in file mp3. Il programma offre diverse opzioni tra
cui tre layer che creano rispettivamente file con estensione mp1,mp2,mp3;
dodici bitrate che vanno da 56kbit/s a 320 kbit/s. Per il mio
test decido per il layer III che convertir il file in mp3,
e per quanto riguarda il bitrate scelgo tre diverse "gradazioni"
: 56, 128, 320 ovvero il massimo, una compressione intermedia,
ed il minimo della compressione cosi che potro' avere un quadro
abbastanza esauriente della situazione. Le prime sorprese, gradevoli,
arrivano quando verifico la grandezza dei file mp3 ottenuti. Il
file compresso a 56kbit/s misura 1.20mb contro i 30.3 del file
originale ! Il file compresso a 128 kbit/s misura 2.74mb, e quello
compresso a 320 kbit/s misura 6.87mb.
Beh,bisogna dire che la trasportabilità di questi nuovi
file mp3, forse non è ancora una operazione facile dati
i tempi e l'intasamento della rete, ma tuttavia inizia ad essere
possibile.
Ben altro discorso è quando ,e qui arriviamo al punto centrale
della nostra ricerca, ci preoccupiamo di capire cosa arriva all'altro
capo del telefono.

Sempre con MPlifier decomprimo i tre file mp3 ottenuti prima,
in tre nuovi file .wav ( il nome originale del file rimane invariato,
e l'estensione .wav viene assegnata automaticamente). è
qui iniziano le prime sorprese: i tre file .wav ottenuti dalla
decompressione, risultano leggermante pi piccoli del file d'origine.
Il file a 56kbit/s Ë di 31.019 kb contro i 31.041 del file
originale(meno 22), il file a 128Kbit/s è di 31.028 kb
(meno 13), il meno compresso a 320kbit/s Ë di 31.032 (meno
9). Da quanto risulta c'Ë una perdita di dati che, se nei
numeri sembra poco rilevante, in termini audio è di importanza
enorme. Le analisi di spettro (le zone blu scure sono a bassissima
densità di armonici, le zone che vanno dal rosso al giallo
sono a densità crescente di armonici)evidenziano una perdita
progressiva nelle armoniche acute ed un impoverimento nelle zone
a maggiore densità armonica. Le piccole linee bianche presenti
ai lati dividono lo spettro a 1/2,1/4,1/8,1/16, ciÚ significa
che a 1/2 dello spettro del canale sinistro(o destro), la frequenza
sar di 11.000 hz a 1/4, la frequenza sarà intorno
ai 5000 hz e cosi via. In questo modo è possibile, se pur
in maniera approssimativa, rendersi conto dei "tagli"
operati dalla decompressione. Il segmento in chiaro, nelle analisi
di spettro, è stato successivamente scansionato ed Ë
stata ottenuta una analisi delle frequenze. Osservando le immagini
è evidentissimo il "taglio" effettuato dalla
decompressione, pi evidente (a circa 8000 hz) nel campione trattato
a 56 kbit/s. » interessante anche osservare la riduzione
d'ampiezza del segnale (espressa in db per ciascun canale).

Devo dire che per un musicista non c'è miglior riscontro
del proprio orecchio ! L'ascolto dei tre file decompressi è
stato nel primo caso (campione trattato a 56kbit/s) traumatico:
segmenti interi di audio andati persi, click vari, qualità
del suono pessima. Nel secondo caso (campione trattato a 128 kbit/s)
la qualità del segnale era un po' meglio anche se tuttavia
risultava complessivamente pi "metallica" rispetto all'originale.
Il terzo campione( a 320 kbit/s) è decisamente il migliore.
Buona la qualità del segnale, la fedelt rispetto
all'originale è convincente, anche se (le analisi non mentono)
il taglio a 16.000 hz è inevitabile !
Per concludere direi che la compressione e relativa decompressione
con un bitrate a 320 kbit/s è risultata l' unica praticabile.
Rimane tuttavia il problema di un file mp3 troppo grande(6.87mb),
e quindi sarà necessario ridimensionare il nostro campione
orginale; ed inoltre il file .wav decompresso,pur essendo soddisfacentemente
simile all'originale, non è uguale. » chiaro che,
dati questi presupposti, il file che decideremo di comprimere
e inviare in rete ,all'e-mail del nostro amico eschimese, sarà
un "assaggio", sia in termini quantitativi che qualitativi.
Per inviare il file completo consiglio il servizio celere delle
poste italiane, funziona benissimo !
Articolo scritto da Luca Ribustini
Articolo pubblicato grazie alla autorizzazione ed alla collaborazione
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