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SEQUENCING
"Deus ex Timing"
(deus ecs taimin')
Questa rubrica si occuperà di tutto ciò che riguarda
i programmi di sequencer in generale e l'ottimizzazione del loro
uso. Si tratteranno, di volta in volta, argomenti legati al MIDI,
all'audio digitale, ad entrambi e altre amenità.
Il tempo questo sconosciuto.
Per cominciare analizziamo le unità di misura del tempo
utilizzate in musica:
Il tempo
metronomico ([Bpm]: beats per minute)
Questa è l'unita di misura pi musicale; indica semplicemente
il numero di impulsi di una data durata musicale (minime, semiminime,
crome ...) in un minuto.
Il tempo
in formato [SMPTE]
Questo standard di misurazione è di origine cinematografica;
suddivide il secondo in fotogrammi ([frame]), il cui numero varia
a seconda della zona geografica e dello standard relativo. Viene
molto usato nella sincronizzazione audio-video e in ogni situazione
in cui si debba sincronizzare una macchina analogica. Perciò
la sua comprensione Ë della massima importanza per chi lavora
in studio di registrazione. Questoa rgomento coprirà un'intera
puntata di questa rubrica.
Il formato adottato è il seguente: [ore:minuti:secondi:frame:subframe].
[Frame]: fotogrammi al secondo basati sugli standard video,
per cui avremo: 24, 25, 30, 29.97, 29.97 drop [Fps] (frame per secondo).
[Subframe]: ogni frame viene diviso in altri 80 subframe;
un subframe di un 25 Fps e un subframe di un 30 Fps hanno durate
diverse! (0,5 ms e 0,417 ms rispettivamente)
Il subframe viene particolarmente utilizzato in musica perchè
la risoluzione minima di un frame (a 30 Fps) è di 1s/30=33.3
millisecondi, intervallo di tempo che in musica porta a percepire
indesiderati effetti di delay, chorus, flanging.
Il tempo
in [ticks per quarto] ([ppqn])
Indica la risoluzione MIDI del sequencer. Questo è un parametro
molto importante per la gestione del MIDI ed occorre approfondirlo.
Le risoluzioni tipiche sono:
96 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 12 ticks propria dei
sequencer hardware.
192 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 24 ticks nei primi
sequencer software professionali.
384 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 48 ticks nell'attuale
standard.
480 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 60 ticks per una risoluzione
pi accurata è per una programmazione più espressiva.
960 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 120 ticks nei sequencer
che permettono un quasi totale dominio dei parametri temporali per
una risoluzione accuratissima.
Si può operare a due livelli con questo parametro:
il primo, più ovvio e musicale è la definizione delle
durate musicali degli eventi e delle note che inseriamo, perciò
avremo il seguente riferimento se stiamo lavorando a 960 ppqn:
valore musica e pgqn @ 960 ppqn
1/4 960
1/6 (terzina di quarto) 640
1/8 480
1/12 (terzina di ottavo) 320
1/16 240
1/24 (terzina di sedicesimo) 160
1/32 120
1/48 (terzina di trentaduesimo) 80
1/64 60
Questi sono tutti valori di divisione ben percepibili soprattutto
a tempi inferiori agli 80 bpm.
Ma cosa ce ne facciamo dei 60 ticks per definire 1/64? Qui si puÚ
finalmente operare ad un altro livello, con l'introduzione dei concetto
di ['feel' programming] e di [MIDI delay correction].
'Feel' Programming: con un po' di tempo, di esperienza e di buon
senso, si possono inserire degli elementi espressivi temporali nelle
nostre programmazioni. L'esempio pò tipico è sulle
tracce di batteria: il rullante che suona indietro (in ritardo),
il charleston che ha delle oscillazioni periodiche, oppure particolari
tipi di swing in cui si suddivide il quarto o l'ottavo non in 3
(2+1), bensÏ in 5 (3+2) oppure 7 (4+3) e 9 (5+4).
Può essere anche utile per avere una sezione un po' più
'tirata' senza cambiare la parte: basta anticipare di qualche tick
tutte le tracce ritmiche o solo alcune di esse.
MIDI Delay Correction: il protocollo MIDI ha una risoluzione spesso
insufficiente a reggere l'enorme flusso di dati (note, controlli
continui, midi clock, etc.) in setup con molti expander, magari
collegati in cascata; inoltre a volte i campionamenti utilizzati
dagli expander hanno caratteristiche di attacco che possono non
sposarsi bene insieme se meramente quantizzate. Si possono perciÚ
correggere queste piccole imperfezioni usando il parametro delay
di molti sequencer: è importante sapere l'affidabilità
nella risposta di ogni nostro expander. Alcuni sono veloci, ma rallentano
appena gli forniamo molte note contemporaneamente (accordi) su pi
canali MIDI. Altri, soprattutto di vecchia progettazione, hanno
una certa pigrizia a rispondere ai comandi di volume, pan se non
addirittura di nota on. Perciò armatevi di pazienza e operate
una serie di test comparativi che potremo proporre in un numero
successivo di questa rubrica.
Articolo scritto da; simone.coen@galactica.it
Articolo pubblicato grazie alla autorizzazione ed alla collaborazione
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